giovedì, ottobre 20, 2011

Interessante Report dell'OLAF

Reso disponibile dalla Commissione il report annuale per il 2011 dell'OLAF, l'organismo anti frode dell'UE oggi diretto dall'ex magistrato italiano G. Kessler.
Numerosi gli spunti di interesse contenuti nel documento scaricabile qui.

martedì, ottobre 11, 2011

Strasburgo uber alles secondo la Cassazione

Il giudice nazionale ha l’obbligo di conformarsi alla sentenza della Corte dei diritti dell’Uomo anche se questa riguarda una causa sulla quale non c’è stata ancora una decisione definitiva.


La Cassazione “supera” La Corte costituzionale -
La terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 19985, fa compiere un balzo in avanti alla Corte di Strasburgo - anche rispetto alla posizione presa dalla Consulta con le sentenze 348 e 349 del 2007 - ai quali il giudice interno deve “cedere il passo” allineandosi a quanto stabilito nel dispositivo della sua sentenza. Un’interpretazione in favore della disapplicazione diretta delle norme in contrasto con la Convenzione fatta in nome dell’identità di beni protetti anche dalla Costituzione italiana.


Il dovere di allinearsi -
L’occasione per affermare il dovere delle nostre toghe di non discostarsi da quanto deciso a Strasburgo, limitatamente al motivo del contendere, è arrivata con la causa che ha visto opporsi un ex parlamentare Ds e un candidato accusato dal politico, in un intervista sul quotidiano Il Messaggero, di essere un trasformista passato attraverso vari schieramenti. Pronta era scattata la querela per diffamazione e, dopo il primo grado con un verdetto sfavorevole, anche il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’Uomo. Alla Cedu il ricorrente aveva chiesto di dichiarare l’inapplicabilità dell’articolo 68 della Costituzione che consente ai parlamentari di farsi scudo con l’immunità per le dichiarazioni fatte nell’esercizio delle loro funzioni. Ombrello che Strasburgo aveva negato, classificando la “querelle” come una vicenda che riguardava due privati cittadini. Entrando nel merito, però, i giudici della Cedu avevano escluso anche la diffamazione, considerando le espressioni “incriminate” come il legittimo esercizio del diritto di critica politica.


L’applicabilità del dispositivo -
La Corte di cassazione afferma la piena e immediata applicabilità della decisione per quanto riguarda l’insindacabilità, ovvero della questione affrontata direttamente dalla Cedu, mentre non considera il giudice vincolato a recepire la scelta fatta sulla questione trattata solo incidentalmente da Strasburgo perché oggetto di un ricorso autonomo. Gli ermellini sottolineano dunque gli effetti precettivi immediatamente assimilabili al giudicato delle sentenze Cedu per il giudice che è al momento il destinatario dell’obbligo giuridico. La Corte di Strasburgo – afferma, infatti, la terza sezione – nel dichiarare la violazione della Convenzione in merito a un diritto individuale dà vita a un principio generale che vincola tutti i sistemi giuridici aderenti al Consiglio d’Europa.

venerdì, ottobre 07, 2011

Spazio giudiziario europeo, fiducia reciproca e detenzione

Interessante documento della Commissione europea di riflessione e consultazione in materia di cooperazione penale e detenzione.
Anche il settore della detenzione, preliminare e definitiva, ha bisogno di nuovi strumenti che consentano di accrescere la fiducia reciproca tra gli Stati membri; tale fiducia reciproca non può prescindere, però, da una maggiore conoscenza dei sistemi nazionali e dalla redazione, che si auspica in sede politica, di norme e garanzie minime anche in materia di detenzione.
Questo libro verde si inserisce nel contesto italiano nel quale è in corso una profonda riflessione sulla detenzione e sulle condizioni di detenzione garantite dalla Repubblica, spesso indegne di un paese civile.

Il testo italiano del libro verde è scaricabile qui.

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