mercoledì, giugno 27, 2007

CGCE: obblighi antiriciclaggio degli avvocati

La Corte di giustizia, Grande sezione, in causa C-305/06, salva la direttiva in materia di obblighi antiriciclaggio imposti agli avvocati.
La linea adottata non è difforme da quella proposta dall'AG Maduro che riteneva compatibile la direttiva a patto di fornirne una interpretazione conforme ai diritti fondamentali; posizione a suo tempo difesa anche dal nostro blog.

mercoledì, giugno 20, 2007

Corruzione nel settore privato: l'evaluation della Commissione

La Commissione ha predisposto il rapporto sullo stato delle misure di recepimento della Decisione quadro in materia di corruzione nel settore privato: il link.

domenica, giugno 17, 2007

Pena di morte-moratoria: il Parlamento mette in mora il Governo

Pena di morte: la Commissione Esteri della Camera invita il Governo a procedere con urgenza alla presentazione della Moratoria all'ONU

Roma, 14 giugno 2007

-->La Commissione esteri della Camera dei Deputati ha approvato oggi all'unanimità una risoluzione presentata da Sergio D'Elia che "invita con rinnovata fiducia il Governo, ribadendo il mandato, a procedere con la massima urgenza e senza altri rinvii alla presentazione della Risoluzione pro moratoria alla Assemblea generale attualmente in corso, non essendo accettabile che, dopo un decennio di ostracismi, si impedisca ancora una volta (sotto forma di "rinvio") alle Nazioni Unite, dove è indiscutibilmente maggioritaria la posizione pro moratoria, di votarla e così manifestarla."Lo rende noto l'associazione radicale Nessuno tocchi Caino.
Il testo integrale della Risoluzione
Risoluzione in Commissione Esteri
La Commissione,
- Dinanzi alla straordinaria mobilitazione internazionale e all’Appello al Governo italiano che in poche ore è stato sottoscritto da 27 Premi Nobel [nel frattempo diventati 47] e molte altre personalità internazionali della cultura, da 201 parlamentari da tutto il mondo [intanto divenuti oltre 500] e – per le istituzioni italiane - da tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, i Senatori a vita e 14 Presidenti di Regione;
- prendendo atto con soddisfazione che nel suddetto Appello si afferma di “conoscere fin dal 1994, e riconoscere nelle ultime settimane, la leadership dei Governi e del Movimento Pro-Moratoria italiani a favore della proclamazione di una Moratoria universale della pena di morte alle Nazioni unite”;
- prendendo atto anche che si esprime, come già, unanimi, il Parlamento italiano e il Parlamento europeo, che “dopo anni di rinvii e ricerche di consensi dell'Unione europea in quanto tale non richiesti né necessari, il tempo per l'azione al Palazzo di Vetro sia dunque arrivato”;
- apprezzando e ringraziando per la forza e l’onore così conferiti “al Presidente del Consiglio Romano Prodi affinché, dando seguito alle delibere del Parlamento italiano e agli inviti e riconoscimenti del Parlamento europeo, depositi nelle prossime ore, assieme al gruppo di paesi di tutti i continenti che si sono già manifestati, il progetto di risoluzione definito sulla base della Dichiarazione di associazione del dicembre scorso già sottoscritta da 93 paesi, per la Moratoria universale della pena di morte, al fine di porlo al voto entro la sessione in corso dell'Assemblea generale.”
Invita con rinnovata fiducia il Governo, ribadendo il mandato, a procedere con la massima urgenza e senza altri rinvii alla presentazione della Risoluzione pro moratoria alla Assemblea generale attualmente in corso, non essendo accettabile che, dopo un decennio di ostracismi, si impedisca ancora una volta (sotto forma di “rinvio”) alle Nazioni Unite, dove è indiscutibilmente maggioritaria la posizione pro moratoria, di votarla e così manifestarla.

Sergio D’Elia

Costituzione UE: la Presidenza è pronta al rush finale

Ecco il documento della presidenza tedesca, indirizzato alle delegazioni degli Stati membri, che mette a fuoco le principali difficoltà in vista del Consiglio che dovrà decidere come uscire dalle sabbie mobili del processo di ratifica del Trattato costituzionale.
In maniera sorprendente tra i punti aperti non figura il meccanismo di voto, rimesso con forza in discussione dal governo di Varsavia.
Punti ancora aperti alla discussionesono: l'inserimento dei simboli (inno, bandiera etc.), l'inclusione del riferimento alla Carta dei diritti, del principio della primazia del diritto UE, la politica estera e di sicurezza, l'ampliamento delle aree di competenza (con un riferimento ai cambiamenti climatici) nonché una più chiara ripartizione delle competenze tra stati membri (e soprattutto Parlamenti nazionali) ed UE.
Chiara ed ormai definitiva l'opzione per una riforma dei trattati esistenti e l'abbandono dell'approccio "costituzionale"; che il modello sia il testo messo in circolazione dal gruppo Amato?

venerdì, giugno 15, 2007

Falso in bilancio, la Corte costituzionale restituisce gli atti

Il giudice Flick deposita una lunga ordinanza di restituzione degli atti ai giudici che avevano eccepito l'incostituzionalità (da "inadeguatezza comunitaria") della norma sul falso in bilancio introdotta col d.lgs. 61/2002 in quanto detta riforma è stata superata dall'intervento normativo adottato con la legge 262/2005, in materia di risparmio.

Cassazione-MAE: ancora sui termini massimi della custodia cautelare

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - PREVISIONE DI LIMITI MASSIMI DELLA CARCERAZIONE PREVENTIVA - MANDATO DI ARRESTO "A TERMINE"

La Corte ha stabilito che, nel caso in cui sia lo stesso mandato di arresto a prevedere un termine di durata della custodia cautelare, è irrilevante la dimostrazione della mancanza nella legislazione dello Stato di emissione di limiti massimi per la carcerazione preventiva (fattispecie relativa alla Polonia).

Sentenza n. 17810 del 24 aprile 2007 - depositata il 9 maggio 2007
(Sezione Sesta Penale, Presidente L. Sansone, Relatore G. Paoloni)

mercoledì, giugno 13, 2007

Protezione dei dati personali, interviene la Commissione

Protezione dei dati – Proposta di decisione quadro sulla protezione dei dati personali nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale

Il Consiglio "Giustizia e affari interni" ha adottato conclusioni relative alla decisione quadro sulla protezione dei dati personali trattati nell’ambito di questa specifica cooperazione.
Il Consiglio ha concluso che la decisione quadro si fonderà sui principi minimi di protezione dei dati emanati dal Consiglio d'Europa ed ha inoltre annunciato che esaminerà tutte le soluzioni proposte dal Parlamento europeo, del cui parere terrà conto. Il Consiglio intende inoltre raggiungere un accordo politico sulla decisione quadro quanto prima e comunque entro la fine del 2007.
La Commissione si rammarica che la decisione quadro non sia stata ancora adottata, visto soprattutto che la proposta era stata presentata già nel 2005 e si limita a stabilire un livello minimo di armonizzazione dei principi di protezione dei dati.
La Commissione esorta il Consiglio a dare priorità al dibattito sulla decisione quadro per raggiungere un accordo politico quanto prima.

martedì, giugno 12, 2007

La Commisione UE ed il cybercrime

La Commissione ha reso noto un documento di lavoro in materia di crimini informatici e telematici. Nessuna nuova misura all'orizzonte ma la presa d'atto di come tutti gli Stati membri siano firmatari della Convenzione del Consiglio d'Europa del 2001.

venerdì, giugno 01, 2007

Affaire Litvinenko: un crocevia dello spazio giudiziario europeo

La notizia ha copiosamente occupato la stampa ed anche l'attenzione dei law blogs.
Il caso dell'ex spia russa assassinata a Londra, con notevoli implicazioni di politica internazionale , è ora divenuto un caso giudiziario di portata europea.
Siamo al crocevia dell'interazione tra i sistemi penali nazionali ed i due grandi spazi giuridici continentali: Unione europea e Consiglio di Europa (di quest'ultimo anche la Russia, più male che bene, fa parte!).
L'autorità britannica ha richiesto alle autorità russe l'estradizione secondo le regole della Convenzione CoE del 1957.
Le autorità russe negano l'estradizione e lo fanno legalmente:
1) La Costituzione russa nega (come molte costituzioni nazionali) l'estradizione del cittadino;
2) la Convenzione europea in materia di estradizione, all'articolo 6, legittima il rifiuto delle autorità russe.
Nonostante ciò le autorità britanniche, Lord Goldsmith in testa, insistono, ma senza fondamento giuridico nella richiesta di consegna.
Proprio alla posizione dell'Attorney general potrebbe in questo caso tornare utile il tanto vituperato (dagli inglesi) diritto dell'Unione europea- ancora oggi il Regno unito è il più freddo, nei colloqui in corso sul futuro del Trattato UE, rispetto all'abolizione della regola dell'unanimità per l'adozione degli strumenti normativi in materia di Spazio di libertò sicurezza e giustizia.
I britannici potrebbero, infatti, emettere un Mandato di arresto europeo.
Il MAE, una volta immesso nel sistema SIS (Schengen), ed indirizzato a tutte le autorità giudiziarie e di polizia dei 27, pur non potendosi rivolgere alle autorità russe, di fatto impedirebbe a Lugovoi (il sospetto n.1 dell'omicidio di Litvienko) anche solo di transitare in uno dei 27 paesi dell'UE, pena l'arresto e la consegna ai giudici di Londra.
Un esempio di come la cooperazione giudiziaria europea e la creazione di uno Spazio di libertà sicurezza e giustizia non mettano in alcun modo a rischio la "sovranità penale" degli Stati membri bensì fungano da moltiplicatori dell'effettività degli ordinamenti e delle regole giuridiche nazionali (amedeo barletta).

Cassazione su rapporto tra MAE ed estradizione

Se non è MAE è estradizione pare sostenere la Suprema corte italiana, ribadendo comunque un favor per la consegna anche in casi di dubbi o di scelta della procedura sbagliata.

La massima:

Sentenza n. 20428 del 15 febbraio 2007 - depositata il 24 maggio 2007
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. Ambrosini, Relatore G. Conti)

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO EMESSO PER FATTI CONSUMATI SINO AL MAGGIO 2002 - VALIDITA' COME DOMANDA DI ESTRADIZIONE

Secondo la Corte, è legittima la decisione della Corte di appello che ha ritenuto sussistenti le condizioni per l’estradabilità di un cittadino lettone, richiesto in consegna dal suo Paese sulla base di un mandato di arresto europeo per fatti commessi prima del 2002 (ovvero in un epoca antecedente a quella stabilità dall’art. 40 della l. 69/2005 per l’applicazione in Italia della disciplina del mandato di arresto europeo) . Nel caso di specie, la Corte ha infatti rilevato che nel mandato di arresto europeo trasmesso dalle autorità lettoni erano comunque presenti tutti i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti per una domanda estradizionale.

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