mercoledì, settembre 15, 2010

diritti umani e diritto internazionale nel Canale di Sicilia

Le notizie delle ultime ore relative alle raffiche di mitragliatrice partite da una motovedetta libica, con personale italiano a bordo, nei confronti di un peschereccio italiano, pongono complesse questioni etiche ma anche giuridiche.
La domanda fondamentale è: ora ce ne siamo accorti, ma quando sparano sui barconi degli immigrati?

Accanto a questo tragico interrogativo c'è però una certezza. Il Governo italiano si è messo in un altro formidabile "impiccio".

Vale forse la pena ricordare ai consiglieri giuridici di Farnesina, Presidenza del Consiglio e Ministero dell'Interno (ed ai relativi responsabili politici) come l'accordo internazionale che hanno siglato (a quanto pare semplificato, o forse solo un memorandum) non valga ad escludere la giurisdizione sui cittadini italiani (tecnici e finanzieri presenti sulle motovedette, responsabili in concorso o per non aver impedito un evento antigiuridico) che rimangono dunque perseguibili dalla Procura di Agrigento. Ed al caso di specie non è applicabile nemmeno la giurisprudenza formatasi sul caso Calipari (di cui pure questo blog si è occupato).

Dunque si attendono prossimi sviluppi nella speranza che ci sia un magistrato ad Agrigento che voglia approfondire la questione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

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scusa mio cattivo italiano
arrive detche

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