venerdì, giugno 01, 2007

Affaire Litvinenko: un crocevia dello spazio giudiziario europeo

La notizia ha copiosamente occupato la stampa ed anche l'attenzione dei law blogs.
Il caso dell'ex spia russa assassinata a Londra, con notevoli implicazioni di politica internazionale , è ora divenuto un caso giudiziario di portata europea.
Siamo al crocevia dell'interazione tra i sistemi penali nazionali ed i due grandi spazi giuridici continentali: Unione europea e Consiglio di Europa (di quest'ultimo anche la Russia, più male che bene, fa parte!).
L'autorità britannica ha richiesto alle autorità russe l'estradizione secondo le regole della Convenzione CoE del 1957.
Le autorità russe negano l'estradizione e lo fanno legalmente:
1) La Costituzione russa nega (come molte costituzioni nazionali) l'estradizione del cittadino;
2) la Convenzione europea in materia di estradizione, all'articolo 6, legittima il rifiuto delle autorità russe.
Nonostante ciò le autorità britanniche, Lord Goldsmith in testa, insistono, ma senza fondamento giuridico nella richiesta di consegna.
Proprio alla posizione dell'Attorney general potrebbe in questo caso tornare utile il tanto vituperato (dagli inglesi) diritto dell'Unione europea- ancora oggi il Regno unito è il più freddo, nei colloqui in corso sul futuro del Trattato UE, rispetto all'abolizione della regola dell'unanimità per l'adozione degli strumenti normativi in materia di Spazio di libertò sicurezza e giustizia.
I britannici potrebbero, infatti, emettere un Mandato di arresto europeo.
Il MAE, una volta immesso nel sistema SIS (Schengen), ed indirizzato a tutte le autorità giudiziarie e di polizia dei 27, pur non potendosi rivolgere alle autorità russe, di fatto impedirebbe a Lugovoi (il sospetto n.1 dell'omicidio di Litvienko) anche solo di transitare in uno dei 27 paesi dell'UE, pena l'arresto e la consegna ai giudici di Londra.
Un esempio di come la cooperazione giudiziaria europea e la creazione di uno Spazio di libertà sicurezza e giustizia non mettano in alcun modo a rischio la "sovranità penale" degli Stati membri bensì fungano da moltiplicatori dell'effettività degli ordinamenti e delle regole giuridiche nazionali (amedeo barletta).

1 commento:

Anonimo ha detto...

le autorità inglesi pare abbiano seguito il consiglio, il 17 luglio è stato emesso un MAE: http://www.examiner.ie/breaking/world/mhkfsnmhauql/

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