domenica, marzo 20, 2011

Sulla riforma costituzionale della giustizia (II)

Continuando nella rassegna di opinioni ed informazioni relative alla proposta di riforma costituzionale della Giustizia riportiamo l'opinione (che Dell'Europa e delle pene condivide!) di uno storico esponente di Magistratura Democratica: Nello Rossi.
Tra l'altro cogliamo l'occasione per ricordare come l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento è anche un obbligo internazionale (e dunque costoituzionale) essendo ale principio inserito nel Patto internazionale sui diritto civili e politici elabporatop in sede onusiana (art. 14).

Dal Corsera del 18.11.11
ROMA - La voce del procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi è molto ascoltata all' interno di Magistratura democratica (la corrente di sinistra dei magistrati) e lui come in passato, quando era consigliere del Csm, ripete che nei momenti difficili bisogna «sapersi sporcare le mani senza cedere alla tentazione dell' immobilismo». Bisogna «avere coraggio». Anche accettando, «con un paio di corollari sulla prescrizione e sulla collegialità del giudice», la proposta di un «interlocutore ostile» come Silvio Berlusconi che ha rilanciato l' inappellabilità delle sentenze di primo grado. Berlusconi dice: se un giudice indipendente ti assolve in primo grado la partita deve finire lì. Condivide? «La inappellabilità delle sentenze di assoluzione è una scelta giusta. L' ho detto dieci anni fa, assai prima della legge Pecorella, e lo ripeto ora».

Quindi è giusto impedire alla pubblica accusa di fare appello. «In termini di principio, la questione è chiarissima. Se un imputato può essere condannato solo quando la sua colpevolezza è provata "al di là di ogni ragionevole dubbio", come si può negare che una sentenza di assoluzione in primo grado attesti in modo concretissimo che un giudice si è già convinto della innocenza o almeno ha già concretamente dubitato della colpevolezza dell' imputato?». E se il giudice, quel giorno, ha bevuto? «E allora la sentenza di assoluzione è illogica e contraddittoria e in questo caso è la Corte di Cassazione che deve annullarla».

Con quale frequenza i pm vanno in appello? «Gli appelli del pm sono assai pochi. La strada da imboccare è un' altra: valorizzare al massimo il processo di primo grado con la prova che si forma nel contraddittorio». A quali condizioni? «Con 2 indispensabili corollari: aumentare il numero di reati su cui giudica un collegio ed agganciare la prescrizione solo al primo grado. La prescrizione dovrebbe correre sin quando lo Stato tiene sotto processo un individuo. Se è l' imputato che chiede l' appello si va oltre la prescrizione». La Consulta ha già bocciato la legge Pecorella. «Si potrebbe riproporre l' inappellabilità con legge costituzionale. E poi la parità delle parti non mi sembra un argomento insormontabile. E' difficile mettere sullo stesso piano l' imputato che soffre il processo ed un ufficio che può appellare burocraticamente». Perché il premier ha rilanciato l' inappellabilità? «Non so se serve a Berlusconi e non mi interessa neppure. Come ha scritto Fernando Braudel "dirigere i propri pensieri contro qualcuno significa rimanere nella sua orbita". E non ce lo possiamo più permettere».

Dino Martirano


Chi è Nello Rossi: 62 anni, già consigliere del Csm ed ex segretario dell' Associazione nazionale magistrati, è procuratore aggiunto di Roma e appartiene alla corrente di Magistratura democratica

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