sabato, maggio 12, 2007

MAE: la Cassazione definisce i limiti del "giusto processo"

Interessante pronunzia della VI Sezione della Cassazione (rel. Conti) sull'interpretazione della nozione di giusto processo recepita dalla legge italiana relativa al Mandato di arresto europeo.
Secondo i giudici del Palazzaccio il riferimento da operare è relativo ai diritti come garantiti dalle Carte internazionali ed in primis dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6, cui del resto anche l'articolo 111 della Costituzione di ispira.
La massima:
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA’ STRANIERE – MANDATO DI ARRESTO EUROPEO – PRESUPPOSTI – GARANZIE COSTITUZIONALI ATTINENTI AL “GIUSTO PROCESSO” – NOZIONE
La Corte ha chiarito che i “principi e le regole” contenuti nella Costituzione della Repubblica attinenti al “giusto processo”, il cui rispetto è condizione imposta dall’art. 2, comma 1, lett. b) della legge n. 69 del 2005 per l’esecuzione del mandato d'arresto europeo, sono quelli definiti dalle Carte sopranazionali ed in particolare dall’art. 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo, al quale si richiama il novellato art. 111 Cost. Nella fattispecie, la Corte ha rigettato il motivo di ricorso, nel quale il ricorrente si doleva che la sentenza di condanna emessa dalle autorità giudiziarie tedesche, per la cui esecuzione era stata chiesta la sua consegna, aveva violato i principi dell’oralità e del contraddittorio, in quando aveva fondato il giudizio di responsabilità sulla deposizione di un ufficiale di polizia giudiziaria, che aveva riferito di dichiarazioni rese da un testimone che in dibattimento si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Sentenza n. 17632 del 3 maggio 2007 - depositata l'8 maggio 2007
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore

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